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Recensione in 10 righe: “Febbre” di Jonathan Bazzi

Recensione in 10 righe: “Febbre” di Jonathan Bazzi

Un romanzo di formazione in cui la prova iniziatica è una febbre improvvisa, che conduce a una scoperta che potrebbe essere la fine, e invece è solo l’inizio: il protagonista viene a sapere di essere sieropositivo, ma capisce anche che non è quella, la sua vera malattia.

Il racconto alterna il tempo della febbre e degli ospedali, la ricerca testarda di un male vero, quello che il virus copre e nasconde, col passato da non integrato in una periferia milanese di sogni e mutismi, di rabbia mal diretta e solitudini. Una lotta feroce e silenziosa per non soccombere al bullismo, alla discriminazione e alla violenza, lotta fatta di bugie, di fughe, di fantasie ostinate.

Qualcosa resta, di quel passato, qualcosa invece si supera e si trasforma.

Un romanzo “vero”, sincero e non ingenuo. Con dentro addirittura una specie di speranza.

Candidato allo Strega, e che Dio gliela mandi buona.

Voto: ****



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